venerdì 16 giugno 2017

ORION non solo Musica

ORION 

riconosciuta dal 2004


Davide e i ragazzi sono il miglior gruppo che rappresentano i Metallica, li ho conosciuti anni fa in occasione di un loro concerto, li ho anche seguiti in una data a Genova. 
Abbiamo stretto amicizia sono delle bellissime persone che sotto la grinta del metal crescono sentimenti profondi e un gran Cuore.

Appena giunti a conoscenza della mia situazione si sono immediatamente attivati.


Quanto segue è ciò che stanno facendo e a prescindere dal risultato io ne sarò sempre GRATO
è bello avere la fortuna di incontrare persone di questo calibro.

Ma non finisce qui,  il gruppo su Fb ORION FAMILY  non ha perso tempo, un'immenso GRAZIE
con affetto anche a loro... siete Grandi.

Gli ORION vi informano che a partire dal prossimo concerto (e per tutta l'estate) cercheremo di aiutare un nostro amico, membro della ORION FAMILY. Chiediamo quindi il vostro aiuto per una "BUONA CAUSA". Abbiamo conosciuto Enrico Cirio durante i nostri concerti a Torino e vogliamo continuare a vederlo sotto il palco nei nostri prossimi live. Enrico è un malato oncologico al quale i medici hanno dato poche speranze ma, la sua voglia di vivere lo porta a combattere ogni giorno.
Gli è stata riconosciuta l'invalidità del 100/100 con inabilità al lavoro; per la quale percepisce una pensione mensile di 289,80 euro che gli viene tolta se deve essere ricoverato. Non ha altri redditi.
Come dicevamo in precedenza nei prossimi Live ORION metteremo a vostra disposizione un contenitore dove potrete lasciare una donazione; sarà un nostro impegno poi versare il ricavato sulla pastepay di Enrico.
Condividete questo messaggio, Enrico ve ne sarà grato.
Per chi volesse aiutare subito Enrico qui sotto trovarete tutte le info:
https://buonacausa.org/cause/vivere
https://enricocirio.blogspot.it/
https://www.paypal.me/enricocirio
Versamenti su carta postepay numero 4023 6006 5970 3732
intestata Enrico Cirio CRINRC60M23L2190
"Ringrazio di CUORE tutti quelli che collaboreranno anche con un piccolo contributo e soprattutto divulgheranno l'iniziativa.
GRAZIE Enrico"


Copiamo qui il post di Alex Bedoni in collaborazione con Flavio Ferro & ORION FAMILY
"Buona sera bella gente....i discorsi stanno a zero quando di mezzo c'è la Vita e la Dignità.
Quindi con il benestare del nostro Presidente Flavio abbiamo deciso di sposare la causa degli ORION a favore di Enrico Cirio
Mia Moglie ed io metteremo a disposizione l'intero ricavato della vendita delle prime 50 birre ORION FAMILY....il motivo per noi è semplice e non staremo nemmeno a spiagarvelo.
Il Presidente in primis ha fatto il primo ordine e come sempre si è dimostrato persona di gran cuore!! Esempio di Leader.
Non vogliamo i vostri like ma solo il vostro buon senso"
PRENOTAZIONI sui commenti del post sopracitato, lo trovate nella pagina ORION FAMILY
https://www.facebook.com/groups/1574392929526401/




giovedì 15 giugno 2017

BUONA CAUSA punto org

Un mio caro amico, anzi fratello Moreno , conoscendo le mie problematiche dovute allo
stato di salute mi ha consigliato di avvalermi del supporto di buona causa.org .

La piattaforma BuonaCausa.org è gestita senza scopo di lucro dall’Associazione Treeware.
Il team di Treeware è ispirato dall’idea che in un mondo regolato da sterili logiche di business, si possa utilizzare la tecnologia dell’informazione per creare valore sociale, in maniera responsabile, etica e trasparente.
Noi dell’Associazione Treeware, sviluppiamo e gestiamo con passione la piattaforma BuonaCausa.org senza alcuno scopo di lucro o guadagno personale. Ad oggi BuonaCausa.org è l’unica piattaforma italiana del genere a non richiedere costi in alcuna forma per i promotori.
L’associazione Treeware è sempre in cerca di partecipazione, sostegno, collaborazioni e suggerimenti per far crescere la community BuonaCausa.org.


Io ho colto l' occasione e ho aperto la mia Buona Causa.

Mi auguro che sia una buona iniziativa e che mi aiuti
quantomeno a rimanere un po' sereno sotto l'aspetto 
del bilancio personale potendomi dedicare alla lotta e alla
convivenza con la malattia.




domenica 11 giugno 2017

Medicina naturale e medicina tradizionale

Medicina naturale e medicina tradizionale: 
quando l'unione fa la forza



Non è un'alternativa e una non esclude l'altra. 

Anzi: è proprio usandole insieme che si può star meglio


Prima di tutto dovrebbe entrare nel linguaggio comune che tutto ciò che riguarda la medicina naturale è "complementare", perché si può ben comprendere come la parola "alternativo" nel suo significato ci rimandi ad un'idea di "scelta", quindi per molti quella di usare solo prodotti naturali e non medicine. 
E qui si genera già confusione: infatti la medicina allopatica offre indagini, diagnosi, cure, interventi che innegabilmente curano e la maggior parte delle volte guariscono, e tutti gli studi in continua evoluzione lo dimostrano.
La medicina complementare invece, è basata  sulla prevenzione, il trattamento e la promozione della salute ottimale attraverso l’uso di metodi terapeutici e modalità che incoraggiano il processo di autoguarigione e non sono invasivi.
Nel 2010 l'OMS ha sancito che, "se praticata correttamente, può contribuire a proteggere e migliorare la salute e il benessere dei cittadini".

In ogni lavoro ci sono professionisti seri e no, e se milioni di italiani utilizzano rimedi verdi e si affidano alle terapie non convenzionali migliorando la loro qualità di vita forse è davvero il caso di fermarsi e chiedersi il perché. Sarà perché sono seguiti da medici e terapeuti validi? O perché, seguendo percorsi di questo tipo, si attiva quella  consapevolezza che permette di distinguere ciò che ci fa stare meglio da ciò che ci danneggia? Oppure per non ricorrere subito a farmaci quando davvero non occorrono?
Seguire queste vie non significa che se si ha un'infezione non si prende l'antibiotico o se si ha un tumore non si segue il protocollo medico oncologico. Significa, come capita ormai sempre più frequentemente, cercare un supporto, consigli per gestire meglio gli effetti collaterali delle cure senza esagerare con i farmaci, ma soprattutto per ottenere ascolto. Troppo facile cadere nel tranello degli animi semplici e suggestionabili che vengono abbindolati dagli stregoni, quelle sono altre storie, non è medicina complementare, la cui esperienza dai tempi più antichi  ci ha portato fino a qui.

Le statistiche confermano, tra l'altro, che chi si riferisce a queste vie è un'utenza colta, informata e attenta al proprio corpo e alle proprie emozioni.

Proviamo a ricordare com'era la figura del medico di una volta, e come visitava: non lo ricordiamo un po' dottore e un pò confessore, con l'intento di sviscerare in profondità un'anamnesi utile non solo per la diagnosi, ma per la cura e per il sostegno dell'ammalato?

Oggi il medico conosce praticamente tutto del nostro corpo, grazie a macchinari straordinari che lo scannerizzano millimetro per millimetro, e a tutto ciò che la scienza studia e scopre (e infatti la vita si è allungata), ma anche tutto questo ha un limite: non arriva all'anima, e purtroppo per "guarire" e per vivere bene deve essere in buona salute anche "lei"

Tutti ormai abbiamo accettato la disumanizzazione dei rapporti sia a livello privato che lavorativo e, volenti o nolenti, ci conviviamo, siamo figli dei tempi e occorre viversela così. Però quando si sta male no, nessuno è disposto ad entrare in un meccanismo in cui si è numeri, in cui i protocolli sono tutti uguali, e visto che noi non lo siamo, abbiamo piacere di essere ascoltati, di fare domande per avere risposte e, anche quando non ci può essere garantita la guarigione, cerchiamo aiuto, forza e speranza per gestire sentenze crude. Vogliamo poter essere considerati e compresi, conoscere per scegliere, perchè in definitiva poi chi deve affrontare tutto siamo noi.

Ciò che è da  considerare davvero è l'immensa possibilità, grazie alle
 cure complementari, di quella mano tesa che è l'ascolto, e vi assicuro che non è acqua fresca, ma una vera e propria cura, non in sostituzione, ma in accompagnamento a tutti gli strumenti tecnici tradizionali. 








martedì 6 giugno 2017

Il cancro della mammella

Il tumore della mammella.

Quante donne, quante ragazze incontro quando vado al day ospital a fare la chemioterapia.
Per fortuna le notizie sono buone nel senso che
si guarisce molto spesso anche se i trattamenti
non sono semplici da accettare e sopportare ma,
per questo credo che le donne abbiano una marcia in più.

Che cos'è il tumore della mammella

Con il termine tumore della mammella s’intendono ormai correntemente molte diverse condizioni di malattia di quest’organo femminile. 
In realtà, come tutti i tumori, anche quelli della mammella, possono essere benigni o maligni: i primi sono chiamati anche  fibroadenomi, i secondi sono sostanzialmente i carcinomi.
fibroadenomi sono frequenti nelle donne giovani, soprattutto in quelle che non hanno ancora avuto gravidanze. Non rappresentano un pericolo e si asportano chirurgicamente solo se crescono rapidamente di dimensioni oppure se cambiano aspetto o forma.
carcinomi sono i tumori maligni che colpiscono la ghiandola mammaria, un complesso e sofisticato insieme di cellule molto ben organizzate fra loro e programmate dalla natura per una sola e fondamentale funzione: produrre il latte che nutrirà il neonato. Le cellule della ghiandola mammaria sono di due tipi:
cellule lobulari, che producono il latte;
e cellule duttali, cosiddette perché formano i dotti (o condotti) che portano il latte al capezzolo e quindi alla bocca del neonato.

Se la cellula che si trasforma in maligna appartiene a un lobulo, si avrà un carcinoma lobulare; se la trasformazione maligna avviene in un dotto, si avrà un carcinoma duttale. Il processo di trasformazione verso  la malignità è relativamente lento, e caratterizzato da varie fasi: una prima fase in cui il carcinoma cresce nella zona anatomica in cui è nato e per questo definito in situ, seguita da una fase in cui diventa infiltrante della stessa zona, e per questo definito infiltrante (o invasivo). Quindi non bisogna spaventarsi se si legge ‘carcinoma mammario duttale (o lobulare) infiltrante (o invasivo’, perché questo vuol dire semplicemente che il carcinoma è stato trovato in un dotto (o lobulo) e che è cresciuto fino al punto di infiltrarlo. Non vuol dire quindi che il tumore ha cominciato a invadere l’intero organismo.
Le informazioni riportate in questo capitolo sono tratte da: A. Costa, Donne e tumore al seno, O.N.D.A. Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (www.ondaosservatorio.it).

Il tumore al seno è responsabile fin del 25% di tutte le nuove diagnosi di cancro ricevute dalle donne in tutto il mondo
La stima arriva dall'American Cancer Society (Acs) e porta l'attenzione sul peso di questa malattia sulla salute della popolazione del pianeta, dove oggi rappresenta la principale causa di decesso per tumori fra le abitanti dei Paesi in Via di Sviluppo e la seconda – dopo quello ai polmoni – nelle nazioni industrializzate.
Anche se la maggior parte delle diagnosi e dei decessi per tumore al seno riguardano i Paesi in Via di Sviluppo, dove la loro incidenza sta aumentando gradualmente, il numero di casi per 100 mila donne è più alto in Europa, Stati Uniti e Canada. 
Tuttavia, le scarse possibilità di accesso ai trattamenti e le diagnosi più tardive fanno sì che i tassi di decesso siano più elevati nei Paesi in Via di Sviluppo; infatti nei Paesi occidentali le diagnosi precoci, più frequenti, aumentano la probabilità di avere a disposizione una cura in grado di sconfiggere la malattia, e l'accesso ai trattamenti è più diffuso.
Diagnosi e cure non sono però gli unici fattori in gioco. 
A suggerirlo è l'analisi dell'incidenza della malattia fra gli abitanti degli Stati Uniti, diversa a seconda dell'etnia presa in considerazione; in particolare, il tumore al seno è meno frequente fra i Nativi Americani e dell'Alaska, fra chi è originario delle isole del Pacifico e dell'Asia e fra gli ispanici. 
Queste differenze potrebbero essere dovute alle diverse tendenze riproduttive (le donne bianche, ad esempio, tendono a posticipare di più la gravidanza e ad avere meno figli), al ricorso alla terapia ormonale sostitutiva in menopausa e al peso corporeo medio delle diverse etnie.
Infatti fra i fattori potenzialmente responsabili del cancro al seno sono inclusi i cambiamenti ormonali determinati dal numero delle gravidanze e dall'età alla quale sono state affrontate e dal numero dei figli avuti. Il rischio è più elevato nelle donne che non hanno mai portato a termine una gravidanza o che hanno partorito per la prima volta dopo i 30 anni, probabilmente a causa di una maggiore esposizione agli estrogeni e al progesterone durante i cicli mestruali, che viene invece ridotta dalla gravidanza e dall'allattamento. 
Per lo stesso motivo il rischio di tumore al seno sembra aumentare quando si ha la prima mestruazione a un'età molto giovane e se si affronta la menopausa a un'età molto avanzata. Inoltre anche l'assunzione di ormoni può aumentare il rischio di tumore al seno, in particolare se si ricorre per almeno 5 anni all'uso della terapia ormonale sostituiva e se si assumono pillole contraccettive a base di estrogeni e progestinici avendo casi di tumori al seno in famiglia, geni che predispongono all'insorgenza del tumore al seno o problemi alle cellule della mammella pregressi.
Gli ormoni entrano in gioco anche in caso di obesità. Infatti l'adipe può aumentare i livelli di estrogeni in circolazione, soprattutto dopo la menopausa, e può essere associato all'aumento del rischio di cancro al seno. Un ruolo potrebbe però essere giocato anche da quello che si mangia; sembra infatti che un'alimentazione ricca di zuccheri possa favorire la crescita e la diffusione del tumore, mentre un eccesso di grassi saturi potrebbe aumentarne il rischio. In effetti, le nazioni africane e asiatiche in cui si tende a mangiare meno zuccheri, meno grassi saturi e meno cibi processati sono caratterizzate da una minore incidenza di tumore al seno.
Su alcuni di questi fattori di rischio è possibile agire attivamente per ridurre il rischio di sviluppare un tumore al seno. In particolare,le donne dovrebbero agire sul loro stile di vita per mantenere il peso della norma, limitare il ricorso alla terapia ormonale sostituiva in menopausa, non eccedere con il consumo di alcolici oltre un massimo di un bicchiere al giorno ed evitare la sedentarietà, garantendosi invece un'attività fisica regolare.
Fonte Redazione Sole 24 Ore
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lunedì 5 giugno 2017

La parola "Tumore" o peggio ancora la parola "cancro" causano paura


Ogni giorno sentiamo che qualcuno scopre di essersi ammalato di tumore, capita in parecchie famiglie, ed ogni giorno sentiamo che qualcuno non è riuscito a sconfiggere il  cancro.
A volte invece qualcuno riesce a sconfiggerlo. 
Nasce così l' allarmismo, sulle probabili cause che possano esistere nel nostro territorio, tutto diventa un pericoloso turbine di rischio.
Ma siamo certi che la principale  causa dei tumori sia riconducibile  allo stato dell' ambiente in cui viviamo?
Da un recente convegno sull'epidemiologia dei tumori è emerso che il nostro territorio non è a rischio tumori a causa di un particolare inquinamento ambientale bensì a causa di un progressivo ed errato stile di vita. 
Un tumore  puo' comparire per diverse cause. I fattori di rischio sono: Alcune rare forme ereditarie : età - fattori ereditari - razza.
Particolari stili di vita: Fumo attivo e passivo - consumo di alcol - cattiva alimentazione - sedentarietà - raggi ultravioletti. Rischio ambientale : Inquinamento atmosferico - industriale - amianto - rischio occupazionale.
Infezioni : Papilloma virus umano (HPV) - epatite - Helicobacter - HIV.   Il fumo provoca tumori alla laringe -  cavità orale -  esofago - vescica - reni.  
Si riscontra come causa a volte anche nel tumore al seno - colon - pancreas - stomaco. L' alcol provoca tumore alla bocca - esofago - laringe e faringe -fegato - colon - seno.
Le cattive abitudini alimentari possono favorire un apporto di sostanze potenzialmente cancerogene come la carne abbrustolita sulla brace o conservata sotto sale.  Una carenza di fibre, vitamine e minerali  contenuti nella frutta e verdure, espone al rischio di ammalarsi di cancro. Sedentarieta'/ sovrappeso/ obesità :  
La sedentarietà è una delle piu' cattive e comuni abitudini che favoriscono l' ammalarsi dell' individuo. Sono probabilmente riconducibili alla sedentarietà, il tumore all' intestino - al seno  - all' utero.
La sedentarietà insieme ad una cattiva alimentazione, predispone l' individuo al sovrappeso ed obesità, nonchè alle malattie metaboliche e cardiovascolari. Il sovrappeso e l' obesità sono strettamente connessi al cancro al colon - seno - endometrio - cistifellea.
L' inquinamento atmosferico puo' aumentare il rischio di cancro, anche se influisce meno di altri fattori, primo fra tutti il fumo di sigaretta.
La Prevenzione diventa così  importantissima ed essenziale, intesa come stile di vita, ma anche come esami diagnostici preventivi.
Nel nostro territorio il tumore che colpisce di piu' la popolazione è il tumore del fegato, insieme al tumore della mammella per la donna ed il tumore della  prostata per l' uomo. Nonostante il cancro provochi tanti ammalati e decessi, non è che la seconda causa di morte anche nel nostro territorio.
La prima causa di morte infatti sono le malattie cardiovascolari : in particolare le malattie ischemiche del cuore, tra cui l' infarto acuto del miocardio,l' angina pectoris, le cardiomiopatie, l' insufficienza cardiaca, le aritmie e le malattie cerebrovascolari fra cui  l' ictus ischemico ed emorragico.
Per evitare danni permanenti  causati dalle malattie cardiovascolari è necessario prevenire i fattori di rischio piu' comuni e pericolosi, come lo stress, la sedentarieta' ed il fumo.

"Prevenzione, sana alimentazione e sport. Prevenire i tumori si può".


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sabato 3 giugno 2017

Rischia il default economico un paziente di tumore su 5

Rischia il default economico un paziente di tumore

 

In Italia un paziente oncologico su 5 rischia il 'default', cioè il tracollo economico: per la prima volta si comincia infatti a parlare di 'tossicità finanziaria', ovvero della crisi economica individuale conseguente al cancro e alle sue cure, ma anche alla precarietà o perdita del lavoro che in vari casi segue alla malattia.

Io sono uno di questi.
così commenta un'amica L. : "  Purtroppo è proprio così. Non sei in grado di lavorare, o di lavorare bene, o di lavorare a tempo pieno, per cui le entrate si riducono. D'altro canto hai bisogno di più soldi per mangiare meglio, fare cure complementari, ma i soldi scarseggiano e questo diventa fonte di preoccupazione che influisce negativamente sull'aspetto psicologico della malattia."     

A lanciare l'allarme relativo al crescente peso economico del cancro sul portafoglio degli Stati ma anche dei singoli malati è l'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in occasione del 53/mo Congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), che si apre oggi a Chicago con la partecipazione di oltre 30mila oncologi da tutto il mondo.

L'attenzione dei clinici, non solo italiani ma a livello mondiale, è dunque focalizzata sul tema della sostenibilità: da un lato, infatti, oggi le terapie innovative permettono di migliorare la sopravvivenza dei pazienti, di cronicizzare o, in alcuni casi, di sconfiggere la malattia, dall'altro pongono i Servizi Sanitari di fronte alla sfida della copertura economica necessaria.

Un'analisi di 16 sperimentazioni condotte tra il 1999 e il 2015, a cui hanno partecipato 3.760 pazienti italiani colpiti da tumore  ha infatti evidenziato che il 22,5% presentava 'tossicità finanziaria' e un rischio di morte nei mesi e anni successivi del 20% più alto rispetto ai malati senza problemi economici.

 L'analisi è stata condotta dall'Istituto Nazionale Tumori 'Pascale' di Napoli, e si tratta di 
dati preoccupanti perché evidenziano come il contraccolpo finanziario dovuto alla malattia si riverberi in un peggioramento della prognosi".

Sono pienamente concorde con queste ricerche io sono il caso che lo dimostra ma combatterò anche per questo.

BUONA CAUSA
Enrico è un malato oncologico al quale i medici hanno dato poche speranze ma, la sua voglia di vivere lo porta a combattere e convivere giornalmente con la malattia. Ovviamente è fermo con il lavoro da libero professionista dal settembre del 2016, gli hanno riconosciuto l' invalidità del 100/100 con inabilità al lavoro; per la quale percepisce una pensione mensile di 289,80 euro e non ha altri redditi e un ISEE pari a zero.
Non si può negare che è esente dai tichet, quindi non paga nessuna cura oncologica
ma, tutto ciò che usa come integratori per sostenersi e curarsi non sono
considerati e sono a suo carico.
La regione mi consente di viaggiare gratuitamente sui mezzi regionali.
Capirete che i pochi risparmi sono finiti molto in fretta e lo Stato dove è ?
Si è iscritto alle liste speciali per vedere se lo fanno lavorare ma, per il momento nulla.
Ora messo da parte orgoglio si affida al buon cuore di amici che collaborano.
Sta utilizzando il suo blog personale dando informazioni utili a tutti e condividendo

la sua esperienza cercando al tempo stesso un sostentamento.

Per il Vostro Contributo PayPal col mio grazie e affetto cliccare QUI



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venerdì 2 giugno 2017

OGGI venerdì 2 giugno, a Torino

“Non avere timore”


Oggi, venerdì 2 giugno, 
il progetto degli oncologi italiani
arriva in Piazza Solferino.

Arriva nelle piazze il progetto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) Non avere Timore, campagna di sensibilizzazione sul Tumore Uroteliale”. 
Oggi venerdì 2 giugno, a Torino (in Piazza Solferino dalle 10 alle 18) si terrà la seconda tappa di questa iniziativa volta a promuovere l’informazione e la prevenzione del cancro della vescica. 
Sarà allestito uno stand dove verrà distribuito materiale informativo. 
In più, sempre in piazza, si esibiranno otto ballerini professionisti (della scuola IALS di Roma) con performance che racchiudono una serie di messaggi volti a favorire l’importanza della cura del proprio corpo e della salute. 
Durante l’esibizione saranno inoltre coinvolti i passanti e verranno scattate delle fotografie successivamente pubblicate sui social media. 
Non avere Timore” è un progetto reso possibile da Roche e si tratta del primo mai realizzato nel nostro Paese interamente dedicato a questa neoplasia.

“Il cancro della vescica non presenta sintomi specifici che possano permettere una diagnosi precoce - aggiunge Pinto -. 
L’unico segnale che può e che deve destare sospetti è la presenza di sangue nelle urine.
È quindi fondamentale, in questo caso, recarsi immediatamente dal medico per svolgere esami più approfonditi. 
Sul modello vincente già intrapreso in Canada e Regno Unito abbiamo voluto anche nel nostro Paese avviare un’iniziativa nazionale di educazione sanitaria e insegnare alla popolazione quali siano i campanelli d’allarme da non sottovalutare”.



BUONA CAUSA
Enrico è un malato oncologico al quale i medici hanno dato poche speranze ma, la sua voglia di vivere lo porta a combattere e convivere giornalmente con la malattia. Ovviamente è fermo con il lavoro da libero professionista dal settembre del 2016, gli hanno riconosciuto l' invalidità del 100/100 con inabilità al lavoro; per la quale percepisce una pensione mensile di 289,80 euro e non ha altri redditi e un ISEE pari a zero.
Non si può negare che è esente dai tichet, quindi non paga nessuna cura oncologica
ma, tutto ciò che usa come integratori per sostenersi e curarsi non sono
considerati e sono a suo carico.
La regione mi consente di viaggiare gratuitamente sui mezzi regionali.
Capirete che i pochi risparmi sono finiti molto in fretta e lo Stato dove è ?
Si è iscritto alle liste speciali per vedere se lo fanno lavorare ma, per il momento nulla.
Ora messo da parte orgoglio si affida al buon cuore di amici che collaborano.
Sta utilizzando il suo blog personale dando informazioni utili a tutti e condividendo

la sua esperienza cercando al tempo stesso un sostentamento.

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ART and VITA PARLOTTANDO (CONVIVERE CON IL TUMORE) to SUN ... all a bit ... the dialogue has no boundaries as information and experiences. ARTE e VITA PARLOTTANDO al SOLE oggi Convivere con il Tumore...di tutto un pò...il dialogo non ha confini come l'informazione e l'esperienze....