mercoledì 24 maggio 2017

Oggi 24/05/2017 FESTEGGIO 8 mesi della nuova VITA

Oggi 24/05/2017 FESTEGGIO 8 mesi della nuova VITA


Dopo un'intervento molto straziante ci è voluto parecchio tempo per riprendermi.
Come non bastasse è arrivata la triste sentenza dell'esame istologico che riscontrava
carcinoma al quarto stadio molto aggressivo.
Il nuovo intervento immediatamente sospeso e la speranza di risolvere tutto eliminando
lo stomaco svanisce.
I dolori sempre più devastanti fino ad arrivare a ricorrere a forti dosi di morfina.



E poi la chemioterapia, come bere acido muriatico e vedere così il tuo corpo mutarsi
giorno per giorno; l' abbandono di un' amore, di parenti stretti di amici 
senza dimenticare il vuoto finanziario.

Ma CONVIVERE CON IL TUMORE si può, si deve.
Si deve lottare tutti i giorni senza mai mollare, si deve studiare, ricercare lavorare su
se stessi.    "CREDERCI SEMPRE ARRENDERSI MAI" è 
diventato il mio motto.

E ora sono passati 8 mesi ho dei segnali positivi, di certo per ora di guarigione non se
ne parla anzi per oncologi sembra un termine che non conoscono ma, io tra alti e momenti
dove il male mi condiziona lo spirito continuo a crederci.

Voglio trasformare la mia esperienza in un segnale per tutti anche se non malati che la
vita è bella e bisogna viverla ed imparare a viverla al meglio allontanando tutto ciò che
la può condizionare in modo negativo.

Utilizzerò questo spazio per dare a tutti indicazioni, stimoli e momenti di riflessione.

Mi metterò a disposizione personalmente per affrontare insieme ogni problematica.

Nel dare forza e coraggio aumenterò la mia capacità di lottare e continuare a vivere
per ritornare ad essere fisicamente e psicologicamente meglio e più forte di prima.

Utilizzando un termine di un gruppo "SVOLTIAMO INSIEME"

Vi ringrazio di esistere Felice Giornata a Tutti Voi.


BUONA CAUSA
Enrico è un malato oncologico al quale i medici hanno dato poche speranze ma, la sua voglia di vivere lo porta a combattere e convivere giornalmente con la malattia. Ovviamente è fermo con il lavoro da libero professionista dal settembre del 2016, gli hanno riconosciuto l' invalidità del 100/100 con inabilità al lavoro; per la quale percepisce una pensione mensile di 289,80 euro e non ha altri redditi e un ISEE pari a zero.
Non si può negare che è esente dai tichet, quindi non paga nessuna cura oncologica
ma, tutto ciò che usa come integratori per sostenersi e curarsi non sono
considerati e sono a suo carico.
La regione mi consente di viaggiare gratuitamente sui mezzi regionali.
Capirete che i pochi risparmi sono finiti molto in fretta e lo Stato dove è ?
Si è iscritto alle liste speciali per vedere se lo fanno lavorare ma, per il momento nulla.
Ora messo da parte orgoglio si affida al buon cuore di amici che collaborano.
Sta utilizzando il suo blog personale dando informazioni utili a tutti e condividendo

la sua esperienza cercando al tempo stesso un sostentamento.

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intestata Enrico Cirio  CRINRC60M23L2190


martedì 23 maggio 2017

Selfie, lasciata dal marito dopo il tumore.

Selfie, lasciata dal marito dopo il tumore. La Ventura: "Come si può essere così cattivi?"

La storia di Donatella ha fatto emozionare giudici e mentori di Selfie. Simona Ventura, sentendo tutto quello che ha dovuto sopportare la donna, si è infuriata: "Ora mi sale la scimmia"
Donatella si è rivolta a Selfie - Le cose cambiano perché vorrebbe rifarsi il seno dopo l'asportazione del tumore.
La donna ha raccontato la sua storia al mentore Stefano De Martino che si è subito commosso. Donatella, infatti, ha avuto una vita piuttosto difficile. La donna, madre di due figli, è stata lasciata dal marito per una collega di lavoro proprio nel momento in cui si era appena sottoposta a un intervento per l'asportazione del tumore al seno.

Non è certo una novità, anche io ho dovuto affrontare l' abbandono di amori, parenti e amici; è una realtà che un malato oncologico deve tenere presente, non è cattiveria ma la senzazione di sentirti inutile e impotente a fronte di questa malattia può portare molti ad allontanarsi; io non ne faccio una colpa, capisco e me ne faccio una ragione non posso negare un certo senso di tristezza ma è così, forza e coraggio abbiamo da lottare tutti i giorni per VIVERE ancora.

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lunedì 15 maggio 2017

OLTRE LA CHEMIO E LA RADIO TERAPIA Parte 5

L'ascorbato di potassio con ribosio








La ricerca sull’Ascorbato di Potassio con Ribosio viene condotta dalla Fondazione Internazionale Valsè Pantellini insieme con il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Parma e con l’Istituto di Mutagenesi e Differenziamento del C.N.R. di Pisa. Attualmente questa collaborazione ha permesso di presentare una relazione al Congresso Internazionale di Pisa sui meccanismi di antimutagenesi ed anticancerogenesi (Ottobre 2003) organizzato dal C.N.R., che ha messo in evidenzia le caratteristiche antiossidanti e non tossiche del composto. La stessa Fondazione Pantellini e stata invitata, nel Giugno 2003, a presentare una relazione negli Stati Uniti all’Università del Connecticut in occasione della Conferenza Internazionale NPA su tali sviluppi della ricerca.
L’ascorbato di potassio con ribosio, è un sale derivato dalla vitamina C che risulta totalmente atossico e privo di effetti collaterali. Il composto si ottiene estemporaneamente in soluzione acquosa acido ascorbico (150 mg), bicarbonato di potassio (300 mg di cui 117 mg di potassio) e ribosio (3 mg) ed ha un pH che, nel giro di poco più di un minuto, tende alla neutralità. I componenti vanno sciolti in 20 cc di acqua (circa due dita) senza utilizzare il cucchiaino metallico (potenziale rischio di ossidazione dell’acido ascorbico).
I processi ossidativi, legati alla presenza dei radicali liberi, sono coinvolti nella promozione e nello sviluppo del cancro. La causa principale del meccanismo di stress ossidativo sono i radicali liberi, cioè sostanze con elevata reattività chimica. Gli organismi viventi tendono a mantenere costante la concentrazione di questi agenti ossidanti per poter garantire i normali processi biologici.

Sulla base degli studi del Dott. Pantellini, siamo convinti che lo stress ossidativo danneggi inizialmente le strutture della membrana cellulare, in particolare l’ATP-asi sodio/potassio (la cosiddetta pompa Na/K). Questo fatto comporta una depolarizzazione (inizialmente lieve) ed una sempre maggiore alterazione del meccanismo di trasporto attivo di questi due elettroliti che hanno funzioni molto diverse ma fondamentali nell’economia cellulare (uno, il potassio, regolatore principale dei processi metabolici intracellulari, attraverso la salificazione reversibile dei gruppi amminici ed imminici di enzimi e proteine in ambiente lievemente acido, e l’altro, il sodio, regolatore principale della riserva alcalina dell’organismo a livello extracellulare, con salificazione reversibile dei gruppi carbossilici di enzimi e proteine in ambiente lievemente basico). In tal modo abbiamo una sempre maggiore modificazione dell’ambiente acido-base e delle reazioni di ossido-riduzione fra le molecole citoplasmatiche.
Siamo convinti che questo fatto costituisca il meccanismo di innesco per la mutazione della cellula in senso cancerogeno. Infatti, studi pubblicati negli anni ‘30 da parte di Moraveck e Kishi in relazione al sarcoma di Rous, hanno evidenziato che la cellula neoplastica è carente di potassio e ricca di sodio con uno sbilanciamento nel rapporto che cresce all’aumentare della degenerazione cellulare.
Questo fatto sembra essere un denominatore comune in tutte le patologie neoplastiche, verificabile anche attraverso un’attenta valutazione dei 4 elettroliti ematici (sodio, calcio, potassio, magnesio).
Il meccanismo descritto risulta molto pericoloso per la cellula, in quanto:
  • innesca un rapido trasferimento di calcio dai depositi intracellulari (mitocondri), che potrebbe essere responsabile della spinta mitogenica;
  • permette un trasporto rilevante di glucosio nel citoplasma, per il sinporto con il sodio, con una velocità che aumenta con la sempre maggiore alterazione della pompa sodio/potassio (unico elemento di controllo attivo sui due elettroliti).
Questi processi inducono una modificazione nella respirazione cellulare, con riduzione della fosforilazione ossidativa ed aumento sostanziale della glicolisi. Viene incrementata anche la produzione di acido lattico formato per riduzione dal piruvato. Inoltre, lo stesso piruvato è un inibitore dell’entrata in fase S della mitosi e la sua costante diminuzione nel citoplasma (per conversione in acido lattico) rimuove tale blocco sulla mitosi, spingendo la cellula verso una proliferazione incontrollata.
Abbiamo quindi una modificazione del pH intracellulare, che tende a diventare lievemente alcalino, e della stessa respirazione cellulare con una sostanziale modifica del ciclo di Krebs.
L’insieme di questi fatti tende a tradursi in una alterazione di forma e d’azione delle proteine e degli enzimi citoplasmatici, portando ad una polimerizzazione dell’RNA e con un trasferimento di informazioni non corrette fra “periferia” e “centrale operativa” (DNA). In tal modo arriviamo alla mutazione del DNA nucleare ed alla cancerogenesi.
In conclusione, l’ulteriore ipotesi di lavoro su cui stiamo lavorando è che la degenerazione non nasca da un danno diretto sul DNA nucleare ma da un problema nel citoplasma, cioè il danno avverrebbe a livello periferico (membrana cellulare). Questo significherebbe che realmente il funzionamento del DNA può essere fortemente influenzato dalle varie componenti dallo stesso ambiente cellulare oltreché dai segnali cellula-cellula.
Dall’esperienza e dai dati del Dott. Pantellini prima e della Fondazione Pantellini adesso, l’ascorbato di potassio con ribosio sembra interferire in modo importante con questo processo, proteggendo la cellula contro lo stress ossidativo e limitando il meccanismo di proliferazione incontrollata.
L’azione del composto è legata alle caratteristiche del potassio (catione guida e regolatore metabolico a livello intracellulare) ed all’azione di “carrier” della vitamina C (svolge nel caso specifico una funzione simile a quella della pompa sodio/potassio come conseguenza della sua struttura eterociclica).
L’immissione di potassio all’interno di una cellula cancerosa può indurre (per affinità chimica) la corrispondente fuoriuscita di sodio (e quindi del glucosio) dall’ambiente intracellulare. In questo modo possiamo ottenere:
  • una nuova modificazione del pH locale intracellulare;
  • una rapida diminuzione delle riserve nutritive, riducendo la glicolisi e reintroducendo un blocco potenziale sulla mitosi; così sembra possibile inibire il processo di proliferazione incontrollata.
Il ribosio svolge un ruolo importantissimo nel metabolismo cellulare ed è lo zucchero che è implicato più direttamente nella sintesi dei nucleotidi. È il precursore fondamentale nella biosintesi dell’RNA e dell’adenosina (componente essenziale nella produzione di ATP e nell’ATP-asi sodio-potassio, la cosiddetta pompa Na/K) e, nella forma deossiribosio, nella sintesi del DNA.
Il nostro corpo è in grado di sintetizzare il ribosio ma in determinate condizioni questo processo di sintesi può essere limitato o, peggio, danneggiato (questo fatto era già stato messo in evidenza in lavori scientifici pubblicati negli Stati Uniti negli anni ‘50).
Quando viene assunto oralmente, viene metabolizzato e non interferisce (almeno ai dosaggi che la Fondazione Pantellini consiglia) con la glicolisi.


L’impiego del ribosio a bassa concentrazione rispetto alla quantità di acido ascorbico è legato alla sua potenziale attività catalitica per velocizzare il processo di assorbimento di potassio nel citoplasma cellulare, anche perché non segue il destino della vitamina C (dopo pochissime ore dall’assunzione si trasforma in acido ossalico e se ne va dall’organismo per via renale) ma si “consuma” in modo diverso.
Inoltre, l’ascorbato di potassio può operare efficacemente anche a livello di prevenzione avendo l’obiettivo di mantenere costanti i livelli intracellulari di potassio. L’assunzione preventiva di ascorbato di potassio ha quindi l’obiettivo di “proteggere” la cellula dal rischio di degenerazione.
L’assunzione preventiva del composto negli adulti, in linea generale, ne prevede la somministrazione di una dose al giorno, la mattina a digiuno (salvo diversa indicazione sulla base dei parametri ematochimici).
In presenza di patologia oncologica, in linea generale, si consiglia la somministrazione di tre dosi giornaliere (la mattina a digiuno, 15 minuti prima di colazione, e 45 minuti prima di pranzo e cena). È sempre opportuno che venga fatta una valutazione da personale competente per suggerire le dosi più idonee caso per caso.        
FONTE............................................
Sono fortemente interessato e credo proverò la cura visto anche il fatto che sia indicata per il mio PROBLEMA.

OLTRE LA CHEMIO E LA RADIO TERAPIA Parte 1  Parte 2  Parte 3  Parte 4  


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sabato 13 maggio 2017

OLTRE LA CHEMIO E LA RADIO TERAPIA Parte 4

L'Artemisia Annua


L’Artemisia Annua è un’antica erba cinese usata in passato per 
curare la malaria. A partire dal 1995 il Dipartimento di Bioingegneria d
ell’Università di Washington ha iniziato ha studiare l’applicazione di questo 
antico rimedio cinese per la cura del cancro ed i risultati sono stati sbalorditivi. 
Infatti hanno scoperto che in vitro distrugge le cellule tumorali in poche ore 
ed hanno curato anche il cancro alle ossa di un cane in soli 5 giorni.
Negli anni successivi l’azione dell’Artemisia Annua è stata studiata con successo su molte linee cellulari tumorali come prostata, ovaio, colon, leucemia, melanoma, pancreas ed in modelli animali da xenotrapianto, dimostrando in questo caso una riduzione di volume e della diffusione.
Attualmente sono presenti 482 studi che dimostrano l’efficacia terapeutica dell’Artemisia Annua, come potete constatare sul database dell’Università di Washington.

 Uno studio condotto dall’Università della California, ha concluso: “In generale i nostri risultati mostrano che l’artemisinina ferma il fattore di trascrizione ‘E2F1′ e interviene nella distruzione delle cellule tumorali del polmone, il che significa che controlla la crescita e la riproduzione delle cellule del cancro”.         L’Artemisina inoltre è così efficace perché colpisce selettivamente le cellule tumorali senza danneggiare le cellule normali, a differenza della chemioterapia. Infatti l’Artemisina colpisce le cellule contenenti eccessive quantità di ferro liberando radicali liberi intracellulari che distruggono le cellule, e le cellule tumorali contengono molto più ferro della media.  Il ferro si deposita nelle cellule tumorali con speciali recettori che aiutano nella divisione cellulare. Le cellule normali hanno anche questi recettori , ma le cellule tumorali li hanno in grandi quantità e quindi possono essere una combinazione bersaglio di ferro e Artemisinina, causando l’arresto della crescita cellulare e l’apoptosi in molte linee cellulari tumorali.
A febbraio 2015, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha espresso il proprio parere sull’artemisia come cura anticancro, con riferimento all’Artemisia Annua e al suo contenuto di artemisinina.
L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha confermato che l’artemisinina e i suoi derivati in esperimenti in vitro hanno dimostrato un effetto tossico sulle cellule tumorali e che i farmaci che contengono tali principi attivi sono utilizzati come trattamento per la malaria. Lo stesso istituto sta valutando gli effetti di un altro principio attivo contenuto nell’artemisia - la diidroartemisinina – proprio per quanto riguarda le sue potenziali proprietà anticancro.


Io personalmente l'ho conosciuta immediatamente appena scoperta la mia malattia,
mi sono attivato e ho fatto ricerche in merito. 
Su facebook mi sono iscritto al gruppo QUELLI DELL'ARTEMISIA ANNUA.
Ho provato personalmente a fare un ciclo prendendo le pastiglie perchè avendo
il tumore allo stomaco non potevo prendere il preparato alcolico.
Comunque ho dovuto sospendere perchè ho iniziato il primo ciclo di chemio terapia,
non posso quindi essere un buon testimone anche se non posso negare che credo
abbia influito positivamente su di me.

 Diamo la parola a un paziente che sostiene di essere guarito dopo l'assunzione di artemisia. Noi ci limitiamo a riportare il colloquio senza entrare nel merito di conclusioni scientifiche sulla validità della terapia seguita dall'intervistato.


BUONA LETTURA CI VEDIAMO ALL'ARTICOLO PARTE 5 

Parte 1     Parte 2    Parte 3 

BUONA CAUSA

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venerdì 12 maggio 2017

OLTRE LA CHEMIO E LA RADIO TERAPIA Parte 3

VIVERE 120 ANNI
Le verità che nessuno vuole raccontarci
di Adriano Panzironi
Editore VTE

Mi è stato regalato da un caro amico con il quale condivido spesso informazioni
sulla salute e alimentazione.
Questo libro non può mancare a chi vuole vivere in modo sano,interessantissimo, 
basta seguire quanto descritto nel libro per avere benefici di salute in breve tempo 
senza far uso di farmaci.
Lo trovo molto interessante per la facilità di consultazione e il linguaggio semplice anche 
trattandosi di argomenti scientifici.
Oltre a ciò abbiamo anche il supporto di un gruppo su facebook  Life 120.
Sono rimasto molto soddisfatto dal fatto che ho contattato Adriano Panzironi per
fargli alcune domande del mio caso specifico ed ho avuto immediata risposta.
Posso aggiungere che sto provando alcuni integratori consigliati che trovo degli ottimi prodotti ad un prezzo ragionevole






Come sempre consiglio di personalizzare ogni vostra conoscenza, 
ognuno di noi è un caso a se,
poi ritengo sbagliati gli atteggiamenti estremistici.

Ci vediamo alla Parte 4

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OLTRE LA CHEMIO E LA RADIO TERAPIA Parte 2

Buon giorno:

Oggi vi parlerò di tre elementi che trovo fondamentali, non solo per chi ha delle problematiche ma per tutti noi.

Aloe Arborescens



Le numerose proprietà dell’Aloe Arborescens sono ancora oggi oggetto di studio, ma le recenti ricerche svolte su questa pianta, hanno permesso di far luce su molti dei benefici derivanti dall’uso e dal consumo delle sue foglie.
Tra le specie maggiormente conosciute, nel cui gruppo rientra anche la famosa Aloe Vera, la specie Arborescens risulta essere quella con le proprietà fitoterapiche superiori.
A parità di peso l’Aloe Arborescens contiene tre volte i principi attivi contenuti nell’Aloe Vera.
Quindi quali sono le proprietà benefiche dell’Aloe Arborescens? Gli effetti benefici sono davvero numerosi. Vediamoli insieme:   

ANTITUMORALE. La principale attività svolta da questa pianta è quella di antitumorale che avviene in tre fasi: 1) Attraverso la stimolazione delle difese immunitarie dell’organismo (azione immunostimolante). 2) Attraverso l’induzione all’apoptosi (cioè al suicidio) delle cellule neoplastiche. 3) Infine l’Aloe Arborescens svolge un’azione anti-proliferativa, ovvero blocca l’avanzata del cancro e delle metastasi. I composti chimici che partecipano a questa triplice azione sono diversi. I più importanti sono senza dubbio i polisaccaridi e gli antrichinoni.   

ANTINFIAMMATORIO ED ANALGESICO. Sia ad uso interno che ad uso esterno l’Aloe Arborescens svolge una spiccata azione antidolorifica, riducendo l’infiammazione e alterando la sensibilità al dolore. Per questo motivo può essere utile in caso di ferite, ustioni, punture d’insetto, ma anche per meglio sopportare gli effetti collaterali della radio e chemioterapia.     

ANTIOSSIDANTE. L’Aloe Arborescens per il suo altissimo contenuto di sali minerali e vitamine, vanta ottime proprietà antiossidanti. In particolare la vitamina C, E B2, B6, il germanio organico e l’aminoacido non essenziale, cisteina, sono dei potenti antiossidanti capaci di combattere i danni cellulari provocati dai radicali liberi.  

ANTIVIRALE. L’acemannano, uno zucchero polimerico presente nel gel e nella foglia dell’Aloe, presenta significativa attività antivirale nei confronti di diversi virus. In particolare nei confronti del virus dell’HIV-1, dell’Herpes Simplex e del Paramyxovirus (il virus del Morbillo).     

ANTIBATTERICO ED ANTIFUNGINO. I principi attivi contenuti nell’Aloe Arborescens, oltre alla già citata azione immunostimolante, offronto un aiuto diretto all’organismo nei confronti di numerosi batteri patogeni e funghi, tra i quali anche i temuti Escherichia coli e Candida albicans.   

CICATRIZZANTE E RIEPITELIZZANTE. I polisaccaridi e gli ormono vegetali contenuti nell’Aloe sono in grado di accellerare la riparazione del tessuto danneggiato e la formazione di nuovo tessuto epiteliale     

GASTROPROTETTIVO E GASTROINTESTINALE.I principi attivi contenuti nell’Aloe Arborescens permettono di risolvere i più comuni disturbi dell’apparato gastrointestinale come spasmi addominali, bruciori di stomaco, dolori e gonfiore addominale. L’Aloe normalizza le secrezioni intestinali, migliora la flora batterica intestinale, stabilizza il pH a livello di stomaco e intestino, migliora la funzionalità del pancreas e nel colon limita la proliferazione degli agenti patogeni riducendo i fenomeni putrefattivi.    

L’Aloe può aiutare anche in alcune forme di gastriti (ulcere peptiche) e di infiammazioni intestinali (colon irritabile); la sua efficacia è da attribuire alla sua azione cicatrizzante, antinfiammatoria, analgesica e alla capacità di rivestire e proteggere le pareti dello stomaco.    

LASSATIVO E DEPURATIVO. Le foglie di Aloe Arborescens svolgono un’azione depurativa nel tratto gastrointestinale che rappresenta un distretto particolarmente adatto all’accumulo di tossine.  

L’attività depurativa è legata soprattutto ai polisaccaridi, che grazie alla loro particolare composizione ed alla consistenza viscosa, riescono a legare ed eliminare le sostanze tossiche prodotte nel corso dei processi metabolici, diminuendo così il tempo di contatto delle scorie con le mucose. L’azione lassativa è invece svolta dall’aloina.    

Io personalmente l' assumo tutti i giorni un cucchiaio prima dei 3 pasti anche e soprattutto durante la chemio terapia, il prodotto che prendo e fatto secondo la ricetta di Padre Zago, frate brasiliano dell’ordine dei Francescani.


Vitamina D

Anche se viene chiamata vitamina D, in realtà è considerata un pro-ormone e non una vitamina.
Questa particolarità è dovuta al fatto che il nostro organismo è in grado di produrre vitamina D attraverso l’azione delle luce solare sulla pelle. Le altre vitamine infatti sono dei nutrienti che non possono essere sintetizzati dall’organismo e devono quindi essere assunte tramite l’alimentazione oppure tramite integratori.

A cosa serve e le sue proprietà:


Sistema immunitario: svolge diversi ruoli nel nostro organismo, uno dei principali è quello che riguarda il mantenimento in salute del sistema immunitario, del cervello e del sistema nervoso.
Assorbimento minerali: la vitamina del sole è importante per il riassorbimento del calcio a livello renale e per l’assorbimento del fosforo a livello intestinale.
Regola l’insulina: è implicata nel processo di mantenimento della salute di ossa e denti e nella regolazione dei livelli di insulina per la gestione del diabete.
Previene alcuni tumori: recenti studi hanno dimostrato che un’adeguata assunzione di vitamina D è in grado di proteggere l’organismo da alcuni tipi di tumore, grazie alle sue proprietà anti-proliferative nei confronti delle cellule malate.

Funzione cardiovascolare: in ultimo la vitamina D supporta la funzione cardiovascolare e polmonare.
Altre proprietà: un giusto apporto di vitamina D svolge un ruolo preventivo nei confronti di malattie cardiovascolari, Alzheimer, asma e artrite reumatoide. Bisogna però sottolineare che gli studi in questione devono ancora essere approfonditi per avere certezza di queste proprietà.
Salute delle ossa: la vitamina D è importante per mantenere i giusti livelli di fosforo nel sangue e per la regolazione del calcio. Questi due fattori sono basilari per la salute delle nostre ossa. Dobbiamo quindi assumere le giuste dosi di questa vitamina per assorbire il calcio nell’intestino ed evitare che questo venga espulso attraverso i reni.
Diabete: diversi studi hanno evidenziato che esiste una correlazione tra i livelli di vitamina D nel sangue ed il diabete di tipo 2, livelli insufficienti infatti possono influenzare negativamente la secrezione di insulina con ripercussioni sulla glicemia.
Crescita cellulare: questo composto ricopre un ruolo fondamentale per la regolazione della crescita cellulare e per la comunicazione da cellula a cellula. Alcuni studi hanno evidenziato come questa vitamina sia in grado di rallentare lo sviluppo delle cellule cancerogene e di aumentarne la mortalità.

La Carenza di Vitamina D

Anche se il nostro organismo è in grado di produrre questa vitamina con l’aiuto del sole, vi sono molte ragioni per cui si possono verificare carenze. Si calcola che in Italia la maggior parte della popolazione presenta carenze di vitamina D,soprattutto nei mesi invernali quando l’esposizione al sole è praticamente assente.
Questo tipo di carenza poi si acuisce con l’età, gli anziani ed i neonati sono i soggetti più interessati, i primi in particolare se non integrano con l’alimentazione la vitamina D.
La carenza si manifesta principalmente con carenza di calcio e fosforo nell’organismo ed i sintomi possono essere dolori alle ossa e debolezza muscolare. Tali sintomi si manifestano spesso in modo lieve e non vengono presi in seria considerazione in quanto scambiati per malanni passeggeri.

La carenza di vitamina D potrebbe portare a sviluppare alcuni tipi di patologie. Nei bambini questo tipo di carenza può provocare il rachitismo mentre negli adulti può portare alla deformazione delle ossa ed all’artrite reumatoide.

Dosi Raccomandate

Queste le dosi giornaliere raccomandate secondo l’Istituto di Medicina degli USA – IOM Institute of Medicine.
EtàMicrogrammi (Mcg)Milligrammi
Neonati fino 1 anno d’età100,01
Donne in gravidanza150,015
Bambini – Ragazzi fino 18 anni150,015
Adulti*15/200,015/0,020
* Dopo i 70 anni la dose raccomandata giornaliera di vitamina D è di 0,020 mg.

Vitamina C
 







E’ una vitamina preziosissima, fondamentale per il benessere, che tutti dovrebbero conoscere e imparare ad utilizzare nel modo migliore, per garantirsi i suoi notevoli benefici. Il suo nome chimico è acido ascorbico e svolge funzioni molto importanti per la nostra salute.
Oggi su questa preziosa vitamina – una delle più note – si sa moltissimo: le ricerche hanno evidenziato che è un potente antiossidante e protegge le cellule del nostro organismo dai danni dei radicali liberi. E che facilita anche l’assorbimento del ferro, potenzia le difese immunitarie, stimola la sintesi di collagene, favorisce il metabolismo del colesterolo, ha un’attività antiemorragica e cicatrizzante, interviene nella maggior parte delle reazioni metaboliche dell’organismo, migliora l’assorbimento dei minerali e accelera l’eliminazione di metalli tessici.E’ inoltre un tonico generale dell’organismo e del sistema immunitario.Ma vediamo ora meglio le proprietà di questa preziosa vitamina che non dobbiamo mai far mancare al nostro organismo.
Contrasta l’invecchiamento, ostacolando l’azione degenerativa dei radicali liberi: la vitamina C regala questo beneficio al nostro corpo perché è un potente antiossidante.
I radicali liberi sono molecole di rifiuto, che, se prodotte in eccesso, possono danneggiare il Dna, la sostanza presente nelle cellule che trasmette i caratteri ereditari, provocando non solo un precoce invecchiamento, ma arrivando in certi casi a innescare un meccanismo di moltiplicazione cellulare anomalo del tumore. Direttamente coinvolti nel processo di invecchiamento della pelle e dell’organismo, i  radicali liberi tendono, per la loro propensione, ad “aggredire” le cellule vicine, scatenando una reazione a catena. Una delle caratteristiche più importanti della vitamina C è proprio quella di protegge l’organismo dall’ossidazione e quindi da un invecchiamento precoce. Studi compiuti negli ultimi anni sulle sostanze antiossidanti hanno messo in evidenza l’effettivo ruolo svolto da queste svolto nella protezione della cellula dai meccanismi di ossidazione, sia in condizioni naturali (come l’invecchiamento) sia in caso di malattie serie (come il diabete o l’aterosclerosi).
E’ importante inoltre sottolineare che il problema delle difese antiossidanti va sempre inserito nel concetto più ampio di “cooperazione” delle vitamine: sono sempre più numerosi, infatti, gli studi che testimoniano l’esistenza di fenomeni di collegamento tra le vitamine e altre sostanze. Per esempio, è stato osservato che la vitamina C facilita la sintesi della vitamina E e preserva dall’ossidazione sia la vitamina E che l’acido folico: pertanto, una carenza di  vitamina C determina anche una quantità inferiore di altre vitamine nell’organismo.
Facciamo un piccolo sunto su cosa serve:

La Vitamina C ringiovanisce e cura la pelle, tiene lontano lo stress, rinforza i tessuti dei vasi e protegge l’apparato cardivascolare, combatte l’arteriosclerosi, è disintossicante e protegge dall’inquinamento e dalle radiazioni, rafforza sistema immunitario,facilita la respirazione, favorisce la densità minerale ossea e la  robustezza dei denti, protegge dalla cataratta e protegge dai tumori.

La vitamina C ha un effetto antitumorale sia perché stimola le difese immunitarie che per la sua azione antiossidante, elementi importanti per contrastare la crescita tumorale.
Sono numerosi gli studi caso-controllo che hanno esaminato il ruolo della vitamina C nella prevenzione del cancro. Alcuni di essi hanno mostrato che un alto apporto di questo nutriente è associato alla riduzione dell’incidenza del cancro a bocca, gola e corde vocali, esofago, stomaco, colon retto e polmoni. Studi osservazionali indicano anche che l’incremento dietetico della vitamina C è associato alla riduzione del rischio di cancro allo stomaco, mentre esperimenti di laboratorio mostrano che inibisce la formazione di composti carcinogeni nello stomaco. Questa vitamina viene anche consigliata, in associazione ad altre terapie, nella eradicazione dell’H. pylori, batterio che aumenta il rischio di tumore allo stomaco e sembra diminuire il contenuto di vitamina C nelle secrezioni gastriche.
Proteggendo dall’ossidazione le membrane biologiche, la vitamina C esercita certamente un’azione preventiva. Contrasta inoltre la formazione delle nitrosamine, sostanze tossiche originate dai nitriti contenuti in alcuni cibi, che possono concorrere alla comparsa del tumore. Secondo alcuni studi, per esempio, risulta che l’incidenza del tumore al colon e allo stomaco sia minore nelle popolazioni che mangiano quotidianamente cibi ricchi di questa vitamina. Inoltre, è stato anche rilevato che l’acido ascorbico ha dimostrato, in laboratorio, di riuscire a disinnescare l’azione negativa e tumorale svolta dagli attacchi di tossine e batteri al tratto intestinale superiore.
Un nuovo meccanismo attraverso il quale la vitamina C potrebbe prevenire il cancro è stato scoperto da ricercatori americani e sudcoreani, che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista medica britannica “The Lancet”. È infatti già noto da tempo che la vitamina C protegge dal cancro grazie alle sue proprietà antiossidanti: finora si pensava che la sostanza esplicasse la sua azione difensiva limitando la quantità di radicali liberi che danneggiano il Dna. Secondo i ricercatori, invece, la vitamina C, sempre grazie alla sua azione contro i radicali liberi, agirebbe proteggendo un meccanismo di comunicazione tra le cellule chiamato Gjic (Gap-Junction Intercellular Communication), considerato vitale per la regolazione della crescita cellulare. Nel loro articolo Chang Yong Lee della Cornell University di Ithaca, negli Stati Uniti, e Ki Won Lee, Hyong Joo Lee e Kyung-Sun Kang della Seul National University, nella Corea del Sud, sottolineano un altro particolare importante: la quercetina, una sostanza presente nelle mele, ha un’attività di prevenzione contro il cancro ancora superiore alla vitamina C.
Vitamina C e tumori: la vitamina C ha un effetto antitumorale sia perché stimola le difese immunitarie che per la sua azione antiossidante. A livello gastrico, in particolare, «sicuramente blocca la trasformazione dei nitrati in carcinogeni nello stomaco tra incidenza di carcinoma gastrico ed assorbimento di vitamina C» (Alimentazione e cancerogenesi, Federazione Medica 3 – 1986).
Personalmente uso degli integratori a lungo rilascio perchè, per avere il giusto fabisogno giornaliero bisognerebbe ad esempio mangiare più di 2 Kg di arance che sono molte e oltre a ciò si assumerebbero troppi zuccheri.
Ci vediamo alla Parte tre                parte 1 vai QUI
BUONA CAUSA

Enrico è un malato oncologico al quale i medici hanno dato poche speranze ma, la sua voglia di vivere lo porta a combattere e convivere giornalmente con la malattia. Ovviamente è fermo con il lavoro da libero professionista dal settembre del 2016, gli hanno riconosciuto l' invalidità del 100/100 con inabilità al lavoro; per la quale percepisce una pensione mensile di 289,80 euro e non ha altri redditi e un ISEE pari a zero.
Non si può negare che è esente dai tichet, quindi non paga nessuna cura oncologica
ma, tutto ciò che usa come integratori per sostenersi e curarsi non sono
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Capirete che i pochi risparmi sono finiti molto in fretta e lo Stato dove è ?
Si è iscritto alle liste speciali per vedere se lo fanno lavorare ma, per il momento nulla.
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